Notizie, informazioni e offerte turistiche per chi desidera concedersi una vacanza. tourinviaggi@yahoo.it
Visualizzazione post con etichetta Musei e mostre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musei e mostre. Mostra tutti i post
mercoledì 23 settembre 2020
Il Museo Marmolada Grande Guerra 3000 M compie trent'anni
È il museo più alto d’Europa dedicato alla Grande Guerra: a quota 3.000 m, nella stazione funiviaria di Serauta, propone un’esposizione realizzata nel 1990 e completamente ampliata e rinnovata nel 2015. Situato nel luogo in cui gli eserciti d’Austria-Ungheria e d’Italia si affrontarono tra il 1916 a il 1917, il Museo Marmolada Grande Guerra 3000 M si sviluppa attraverso un approccio narrativo che racconta il conflitto dal punto di vista umano delle persone coinvolte. Di nuovo visitabile a partire da dicembre 2020 è facilmente raggiungibile in pochi minuti con la funivia Marmolada - Move To The Top.
Malga Ciapèla (BL) 22 settembre 2020 – La Marmolada, vetta più alta delle Dolomiti, con la sua maestosità, bellezza e asprezza è stata anche testimone delle sofferenze e delle speranze di uomini che qui hanno combattuto durante la Grande Guerra. Esperienze di solitudine e isolamento che, seppur in un contesto differente, ritornano attuali anche in questo particolare periodo della storia mondiale. Oggi, per narrare queste vicende belliche, la Regina delle Dolomiti ospita il Museo Marmolada Grande Guerra 3000 M, raggiungibile con l’impianto Marmolada - Move to the Top partendo da Malga Ciapèla (1.450 m): uno spazio espositivo pionieristico di cui quest’anno ricorre il trentennale della sua realizzazione, frutto di un importante percorso di valorizzazione del concetto di pace fra i popoli che l’associazione e la società Marmolada tutelano da sempre.
A ricordare, imparzialmente e al di sopra di ogni ideologia politica e di confine, tutti gli uomini che combatterono tra il ghiacciaio e le rocce, il Museo Marmolada Grande Guerra 3000 M sorge nel 1990 dalla collaborazione tra Mario Bartoli e Bruno Vascellari. Un progetto avveniristico che nel 2020 compie 30 anni e che si è evoluto nel tempo per diventare un percorso multimediale e multidisciplinare, dove ogni anno migliaia di persone si avvicinano ad aspetti legati alla Grande Guerra che non si possono apprendere sui libri di storia. Qui sono esposti cimeli personali e di guerra appartenuti a soldati italiani e austro-ungarici, rinvenuti in zona, assieme a foto e documenti d’epoca, mentre dai suoi ampi finestroni si possono osservare le vicine postazioni di guerra e i camminamenti che le collegano. Nel 2015, su volere del “Centro Studi e Ricerche” che ne aveva promosso la nascita, il museo è stato ristrutturato ex novo ampliando l'esposizione su 300 mq, allestiti con moderne tecnologie. Nella sua nuova veste, racconta la guerra dal punto di vista delle persone che ne sono state coinvolte e segue un filo conduttore rappresentato da stralci di diario che aprono una finestra sull’interiorità dei soldati e sui loro stati d’animo. Il percorso si sviluppa in una serie di ambienti che affrontano le principali tematiche della guerra in alta montagna, attraverso soluzioni architettoniche e un allestimento di grande impatto, pensato per trasmettere al visitatore emozioni e sensazioni, immedesimandolo nella quotidianità della guerra condotta tra i ghiacci. Dalla rivisitazione di una trincea a un tunnel espositivo dedicato alle diverse realtà belliche come la vita nelle baracche, gli aspetti sanitari, il duro lavoro, la lotta contro le forze della natura, tra vetrine tematiche, numerose fotografie, contenuti multimediali e filmati d’epoca. Numerosi gli spunti di riflessione che portano il visitatore a comprendere come anche queste difficili circostanze abbiano spronato alla resilienza, ad affrontare le avversità senza perdere la speranza, riuscendo a scovare nella bellezza della montagna una motivazione per continuare a lottare. In un estratto di un diario si legge infatti: “8 agosto. Cara mammina, quassù l’aria è così lieve che quasi non è materiale; per questo forse i sogni vivono così intensamente in queste altezze; forse quassù l’anima respira”. Lo stesso respiro che proprio in questo periodo di distanziamento legato a una pandemia mondiale le persone cercano attraverso un’immersione nella natura.
Un concept innovativo mirato a coinvolgere il visitatore in prima persona e a trasmettere un grande insegnamento sul concetto di umanità che va oltre le origini, la politica e l’odio strumentalizzato dalla guerra. “Ricordando nei cimeli i Caduti di ogni nazionalità, i promotori del Museo affermano il valore ideale di fratellanza tra i popoli ed il rifiuto di soluzioni cruente delle controversie. In tale spirito, questa esposizione non è una rassegna di documenti di morte, ma la sommessa descrizione di vita di uomini che, in un tormentato periodo di storia dei popoli, hanno reso manifesta da queste vette la loro capacità di sacrificio nella speranza di un futuro migliore” conclude Mario Bartoli, ideatore del museo che alla fine degli anni ’80 ha voluto dare voce a un momento storico cruciale del territorio dolomitico, unendo il grande contesto naturalistico e paesaggistico della Marmolada alla storia di migliaia di uomini, ancora oggi custodita tra rocce e ghiaccio.
mercoledì 12 giugno 2013
Faenza: le botteghe ceramiche
“Faenza” o “Faience” è sinonimo nel mondo di “ceramica” artistica, ma è, ancor prima, la città dove quest’antichissima arte si è tramandata con continuità fino ad oggi.
A Faenza (RA) si può scoprire un ambiente artistico dinamico e vivace, che si nutre dell’importante patrimonio architettonico e museale, dell’antico lavoro delle “botteghe” ceramiche e della presenza delle scuole d’arte. Nella capitale della ceramica artistica, numerose sono le manifestazioni culturali e le attrattive turistiche che accolgono chiunque vi faccia visita.
Il MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche* (www.micfaenza.org) fondato nel 1908, rappresenta un punto di partenza importante del percorso cittadino, in quanto accoglie, nelle proprie ampie e luminosissime sale espositive, collezioni antiche e contemporanee uniche al mondo.
Al Museo Carlo Zauli (museocarlozauli.blogspot.it) si scopre intatta, nell’antica bottega del maestro, l’affascinante atmosfera creativa e intimistica del laboratorio artigianale: atmosfera tipica di un “lavoro antico” che si ritrova, immutata, nelle tante botteghe ceramiche (www.comune.faenza.ra.it/Citta/La-ceramica/Le-botteghe-ceramiche-ed-i-ceramistiche) si incontrano in città.
Infatti il vero scrigno dove sono conservati e tramandati i segreti delle forme, degli smalti e dei decori della tradizione ceramica faentina sono le botteghe nelle quali, dal Trecento ad oggi senza soluzione di continuità, sopravvivono e si reinventano continuamente lo spirito, la creatività e l’abilità dei custodi di un’arte antichissima e moderna al tempo stesso.
Attualmente sono una quarantina le botteghe ceramiche attive a Faenza, soprattutto nel centro storico della città, visitando le quali è possibile intraprendere un originale percorso turistico-artisitico della città.
*Il MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza offre nei suoi spazi espositivi il confronto e l’incontro tra le culture ceramiche di ogni tempo e luogo. Ne sono testimonianza le raccolte provenienti dall’Estremo Oriente, dalla Siria, dall’Iran, dall’Egitto, dalla Turchia, dal Sud America, che coinvolgono il visitatore permettendogli di vivere un’esperienza unica. Fondato nel 1908, il museo oggi conserva e promuove un patrimonio di oltre 60.000 opere, antiche e contemporanee, esposte in spazi museali che coprono una superficie di oltre 15.000 metri quadri. Le collezioni di ceramiche del Museo si sono arricchite negli anni in modo esponenziale, tanto da divenire un unicum nel panorama nazionale e internazionale: lo testimoniano gli incomparabili capolavori italiani del Rinascimento, le opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Marc Chagall, Fernand Leger, Alberto Burri, Lucio Fontana e altri innumerevoli esempi di eccellenza. Ma il MIC non è solo conservazione ed esposizione, vero polo culturale ceramico ospita una Biblioteca Storica contenente oltre 60.000 testi dedicati alla ceramica, un Laboratorio di Restauro, un operoso Laboratorio Didattico fondato da Bruno Munari, Archivi fotografici e documentari e pubblica dal 1913 la rivista specialistica di ceramica Faenza. Molte sono le esposizioni temporanee dedicate a grandi artisti e gli eventi culturali che animano il territorio.
Per informazioni generali: www.terredifaenza.it
Iat Faenza: 0546.25231
Iscriviti a:
Post (Atom)
